IL TARLO DEI MOBILI

Oggi parliamo del tarlo dei mobili. Ricevo infatti abitualmente nella mia casella di posta personale, molte domande su quest’argomento. Direi quindi di iniziare a conoscere quest’animaletto. Il tarlo: forse chi non lo conosce potrebbe immaginarsi che si tratti di una specie di vermicello che si nutre di legno, o chissà quale altra idea fantasiosa. In realtà il tarlo appartiene alla famiglia dei coleotteri e diverse sono le specie esistenti: · femmina del capricorno (hylotrupes bajulus) 8-20 mm (lungh. Insetto) · anobia (anobium punctatum) 3-5 mm · lyctus (lyctus brunneus) 3-6 mm · vespa del legno (sirex juuencus) 15-30 mm Come si può vedere da queste indicazioni le misure variano molto da un insetto all’altro, e di conseguenza anche le dimensioni dei loro fori e gallerie all’interno del legno. Nel mobile antico generalmente si trova anobia e il lyctus che producono dei corridoi corrosi in maniera irregolare che sono riempiti di segatura finissima e palline d’escremento, mentre i forellini d’uscita, oscillano da un diametro che va da uno a due millimetri. Le gallerie prodotte corrono in maniera irregolare seguendo la direzione della venatura del legno, con una particolare predilezione per le parti più chiare, infatti, per il piccolo coleottero è molto più semplice nutrirsi del legno dove questo e più tenero, piuttosto che le parti scure e più dure. Vediamo adesso come si svolge il ciclo del tarlo: generalmente il periodo primaverile è quello più vitale, infatti, chi ha un mobile tarlato conosce molto bene il caratteristico ticchettio, chiamato molto tempo fa “orologio della morte” e che altro sono se non richiami amorosi, preludio dell’accoppiamento. La femmina depone poi le sue uova nelle fenditure e negli interstizi del legno: appena le uova si schiudono le larve iniziano il loro cammino verso l’esterno producendo quelle gallerie che nell’arco di due anni lo porteranno dallo stadio larvale a quello d’insetto adulto. Muniti d’ali possono adesso volare via alla ricerca di un nuovo compagno….. e di altri mobili da intaccare, dando così inizio ad un nuovo ciclo. Il primo segno della sua presenza, oltre al caratteristico ticchettio, sono piccoli mucchietti di segatura finissima vicino ai mobili, dei quali è più facile accorgersi in quei periodi che non siamo in casa, poiché in assenza delle normali pulizie quotidiane è più facile l’accumularsi di questi mucchietti di segatura. Altro segnale sono i fori che se recenti saranno di un colore molto chiaro, mentre quelli scuri a causa del tempo non dovranno destare preoccupazione. Prossimamente vi parlerò di come cercare di risolvere il problema del tarlo nei mobili antichi. Un caro saluto a tutti voi Giuppe Trattamento antitarlo Stampa antica Anobia Lyctus Lyctus Femmina del capricorno Sirex Anobia Abbiamo già visto quali sono le specie, e le loro caratteristiche, occupiamoci adesso di come risolvere il problema: prima di tutto bisogna verificare se oltre all'oggetto intaccato non ve ne siano altri, perché intervenire solamente su uno lascerebbe irrisolto il problema. Fatta questa verifica s'inizia a intervenire in questo modo: si svuota completamente il mobile, dopo di che con uno straccio inumidito di essenza di trementina (facilmente reperibile ovunque) si ripulisce degli eventuali residui cerosi presenti sulla superficie o di altri prodotti utilizzati per la manutenzione ordinaria. L'antitarlo che dovremo utilizzare dovrà essere indicato in maniera specifica per le superfici lucidate. Avrà quindi una composizione particolare che lo renderà capace di agire anche attraverso la verniciatura del mobile, che per sua natura crea una barriera ai liquidi. In commercio esistono diverse qualità di prodotto insetticida antitarlo, e con bassissima tossicità per l'uomo poiché questo tipo di intervento è spesso effettuato all'interno delle mura domestiche. Il metodo di applicazione è molto semplice: con un pennello bisognerà distribuirlo in ogni parte, compreso quelle grezze, tipo fondo e schienale. Se ci sono parti rivestite in tessuto come ad esempio imbottiture di poltrone o interni di vetrine, chiaramente presteremo attenzione a non bagnarle, ma anche se ciò dovesse accadere non preoccupiamoci perché generalmente (meglio verificare sulle istruzioni presenti sulla confezione) questo tipo di prodotto non macchia i tessuti e quindi una volta asciugato non lascerà traccia. Per quanto riguarda i fori dei tarli in questo caso e meglio utilizzare una siringa monouso con un ago della misura più grossa, ed iniettarlo in più fori possibili. Non meravigliamoci se vedremo il liquido uscire da un altro foro perché tutte le gallerie sono collegate tra loro Lasciamolo asciugare per circa un giorno e poi ripetiamo tutta l'operazione una seconda volta dopo la quale faremo trascorrere altri due giorni circa. Probabilmente mentre il mobile asciuga noterete il formarsi di una patina biancastra, non allarmatevi se avete acquistato il prodotto giusto sarà destinata a scomparire con la fase successiva. A questo punto se i fori dei tarli non sono molti, utilizzate per richiuderli dei bastoncini di stucco a cera del colore più vicino a quello del vostro mobile (è possibile mischiare colori diversi per ottenere la tonalità desiderata). Se i buchi dei tarli sono tanti, ed è il caso più frequente potete usare una cera per mobili densa (se non lo fosse sufficientemente lasciate il barattolo aperto per un po' di giorni fino a che non acquisti la durezza necessaria) e possibilmente colorata, con la quale stuccheremo i fori utilizzando una spatola di gomma del tipo utilizzato dai carrozzieri. Saremo così sicuri di non danneggiare la superficie del mobile. Lucideremo infine tutto il mobile sempre con lo stesso tipo di cera, magari con una piccola aggiunta essenza di trementina se l'avremo fatta essiccare troppo. Il vostro mobile a questo punto e terminato e i tarli sterminati. Se il mobile invece è in condizioni molto gravi e necessita anche di un restauro generale, la procedura sarà diversa e anche più efficace, ma di questo parleremo più avanti. Giuppe

Trattamento antitarlo
Stampa antica Anobia Lyctus
Lyctus
Femmina del capricorno
Sirex
Anobia






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